I miracoli non esistono, se esistono, quasi sempre accadono da un’altra parte.

Qualcuno lo vede e te lo racconta, tu dici: impossibile.

È proprio così, invece- ti dice quello. Tu scuoti la testa, pensi: mah.

Però dopo un po’ incontri qualcuno, gli racconti il miracolo, quello scuote la testa, tu dici: ti dico di sì. Lui dice mah.

Però dopo un po’ incontra qualcuno e gli racconta il miracolo, quello scuote la testa, dice mah.

Finché alla fine tutti, controvoglia, hanno in tasca il miracolo.

Il miracolo si attacca è appiccicoso e sporca come il grasso della catena della bicicletta, non si lava via facilmente. Perciò nessuno, una volta che ha saputo del miracolo, può rimuoverlo del tutto dal pensiero .

Il miracolo è come un’idea smisurata, impossibile, ma bella. Bellissima. Anche se, in effetti, quasi sempre di proporzioni trascurabili.
I miracoli sono cosi: piccoletti. Miracoli enormi, non ce ne sono tanti.

Forse uno ogni tre quattro cinque secoli.

Ma miracoli piccoli ce ne sono spesso, tutti i giorni, basta fidarsi.

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