Mi manca la gente, il fatto che la gente esista senza fatica.

Persone salite da sole sul treno, non chiamate, qualcuno di cui, alla fine del viaggio, sai come si siede, come guarda gli altri o risponde a chi gli chiede, cosa fa quando è solo, quanto tempo tiene gli occhi nel libro prima di rialzarli.

Perché?

Mi manca la gente che in tutta la vita incontrerai solo cinque secondi.

Vite intere fatte di indizi, piccoli segni, brandelli di parole.

A una mostra a Milano, una volta, dietro Medardo Rosso, è passato veloce uno che stava, l’ho proprio saputo, nel mio destino.

Non volevo guardarlo troppo e un attimo dopo non c’era più.

Non ero neppure sicura che fosse esistito.

Un commento su “[pezzettini #87]”

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