C’erano due tipi, uno molto più giovane e uno abbastanza più vecchio, stavano seduti.

Io anche stavo seduta.

Loro avevano una chitarra e un violoncello e suonavano, io avevo le orecchie, ascoltavo.

C’era la musica che usciva dagli strumenti, che erano dei suoni che facevano uscire loro, con le dita, con l’archetto. Li spremevano fuori in un modo, che i loro suoni, che uscivano, non avevano niente a che fare con quello che si poteva pensare guardando i due tipi seduti prima di suonare.

Prima erano due tipi normali, due uomini che si potevano incontrare anche al bar o al supermercato ma dopo, mentre suonavano, erano come dei maghi misteriosi, perché erano loro che facevano succedere quella cosa.

La musica, erano loro che la facevano incontrare e la mescolavano.

Non si può dire bene.

Loro, quei due, facevano uscire quella musica li, ma la musica, dopo, già mentre era ancora nelle loro mani, diventava ciò che le orecchie ascoltavano, per cui non ci sono parole.

Un commento su “miracolo #3”

  • Bellissimo, come tutti i pensieri che scrivi….
    Mentre lo leggevo, ero lì a vederli ed ascoltarli con l tuoi occhi, con le tue orecchie….

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