Quando si facevano le fotografie con la macchina fotografica, si potevano fare ventiquattro o trentasei fotografie poi, per sapere se erano venute bene, bisognava aspettare almeno i negativi.

Quando si facevano le fotografie si pensava questa non la faccio, e a volte era un peccato, ma mancavano solo tre scatti.

Quando si facevano le fotografie a Parigi ho fatto due fotografie con D, appoggiati a un recinto dello zoo.

Avevamo chiesto a una ragazza se poteva schiacciare lei il pulsante e ci eravamo messi in posa per una fotografia normale, di quelle che fanno tutti i primi tempi che si amano e sono a Parigi.

Una fotografia per ricordarsi una felicità.

Io avevo una giacca a vento rossa bruttissima e nella tasca tenevo un contapassi (in quel periodo contavo tutto) e D un cappotto scuro con in tasca del tabacco perduto dalle sigarette senza filtro.

A volte si facevano anche quel tipo di fotografie, col rullino slacciato.

Erano le fotografie che dopo restavano più impresse, nella memoria.

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