Due Penny

due penny #5 – febbraio

Dimenticò – o finse di dimenticare – che a febbraio arrivavano le piogge, e che febbraio era il mese delle iniziazioni.

Bruce Chatwin aveva pochi dubbi sul clima emotivo di questo periodo e lui (che era un viaggiatore letterario provetto) ci accompagnerà tra i Due Penny di questo mese.

Due libri per ricordarci che dopo ogni rovescio c’è sempre un arcobaleno per chi è in grado di osservare il riflesso dei percorsi, delle putride pozzanghere.

La prima lettura è proprio per quelli che hanno perso la vista sui particolari, per coloro i quali si affidano a terzi o che cercano altrove una nuova prospettiva, verso direzioni sbagliate. Gli occhi vuoti dei santi di Giorgio Ghiotti (Hacca Edizioni) metterà il lettore davanti a dodici storie di sguardi che toccano corpi, amori, dolori e poesia.
Leggendo queste pagine si avrà nostalgia di quelli che abbiamo amato mancandoli.

Ci si accorgerà di quanto i sentimenti veri non siano nel giusto o nello sbagliato, ma trovino la loro casa sotto il tetto della dismisura.

Ghiotti ci porta verso un’espiazione emotivamente difficile ma risolutoria.

Una soluzione che non abbandona il passato, che lo usa addirittura come scudo. Parole che nel presente diventano l’unica misura del desiderio.

Il secondo consiglio è tanto ambizioso quanto accessibile.

C’è stato uno scrittore europeo che un po’ come il nostro viaggiatore guida, sul Cosmo, sul mondo e le sue regole, tanto si è interrogato. Witold Gombrowicz concentrò nel suo Cosmo (Il saggiatore) tante domande, quelle che sorgono spontanee durante una rinascita o una morte, domande forse troppo ambiziose.
L’autore polacco ci svela cosa ci sia dietro ogni interpretazione del quotidiano, portandoci verso un significato al tempo stesso invisibile ma reale e, mentre noi ci scervelliamo, l’idiozia ride sorniona.

Uno dei capolavori del Novecento che tra un passero impiccato sul ramo di un albero, un’orrenda voglia mostruosa situata sul labbro e una lingua inarrestabile ci porta in territori inesplorati, quelli in cui perdersi con una buona dosa di consapevolezza e follia.

Ci ritroveremo con una risata nel mese di marzo.

Buona lettura
Andrea Pennywise