Due Penny

due penny #4 – gennaio

Gennaio, gennaio,
il primo giorno il più gaio,
fatto solo di speranza
chi ne ha tanta, vive abbastanza.

È ancora Gianni Rodari ad accompagnarci nel primo mese dell’anno.

I buoni propositi, le prime paure e le nuove ambizioni a far da sfondo ai Due Penny di questo mese, due libri in grado di fiancheggiarci con forza e sagacia in questo nuovo inizio.
La prima lettura è erroneamente inserita in una collana per ragazzi, Gli amori di un fantasma in tempo di guerra (Einaudi) è tutto quello che avevo sempre desiderato pensando a Nicolas de Crécy.

Fumettista francese portato al pubblico italiano dai torinesi di Eris Edizioni con i suoi lavori dedicati alla nona arte, al fumetto.

Con la storia di questo piccolo fantasma si cambia registro, si va verso il mio desiderio di poter leggere un suo racconto slegato da ogni balloon, un semplice racconto tradizionale. La travagliata storia degli amori di questo piccolo fantasma è però molto più complessa di quanto possa sembrare.

Una vicenda tanto dolce quanto violenta, una voce tanto accessibile quanto simbolica per riflettere sulla nostra formazione emotiva, proprio a Gennaio, con una storia per grandi e piccoli accompagnata da illustrazioni di smaccata vividezza.

Per il secondo consiglio, dopo tanto coraggio, entriamo nel territorio dei sogni (delle banane in questo caso).

Big Banana di Roberto Quesada (Alessandro Polidoro Editore) è un libro che arriva dal finire dello scorso secolo, da quando a New York svettavano ancora le Torri Gemelle e Kurt Vonnegut si accorgeva del talento di questo giovane autore honduregno.

Al centro della vicenda Eduardo e il sogno di sfondare nel mondo dello spettacolo per il quale abbandonerà il suo paese natio verso la Grande Mela, una città immensa e difficile in cui la parola “integrazione” è ancora una parola che richiede tanta speranza.

Tra feste, surrealismo e ironia si delinea un racconto multirazziale di cuori pulsanti, di sognatori e di sogni, di sorprese legate all’inesorabile voglia di domani.

Buona lettura
Andrea Pennywise