Due Penny

Due Penny #2 – novembre

Non è da ieri che imparai a conoscere
l’amore per i giorni desolati
di novembre, prima della caduta della neve.

È Robert Frost ad accompagnarci in un mese di transizione, in un novembre che accoglie la stanchezza delle ultime settimane dell’anno e gli amori in attesa dell’inizio del grande freddo.

Qui i DuePenny per affrontare questo passaggio, senza dimenticarci la curiosità per quello che ci circonda.

La prima attesa arriva dalla Storia (quella con la S maiuscola), dal passato, dal presente e dal futuro di un paese.

Fuenzalida di Nona Fernández (edito gran vía) è la storia adatta per entrare in quel Cile che ci sembra lontano, in quello dell’odierna protesta del cacerolazo, in quella fiumana rumorosa fatta di pentole sbattute e canti.

Proprio in quel paese Fuenzalida è un genitore scomparso nell’oblio di un ricordo. Una vicenda di vecchie polaroid, facce scontornate e dimenticate e la ricostruzione di quella memoria che non interroghiamo per scansare ogni tipo di dolore, ogni battito del cuore.

Con la Fernández un novembre di attesa, di grandi eventi ma di maggiore consapevolezza. Di solida e granitica costruzione.
La seconda attesa è possibile solo attraverso una connessione, un collegamento favorito da peluche controllati a distanza e pronti per essere adottati.

Sono i Kentuki di Samanta Schweblin (edito SUR) e ogni animale batuffoloso (che sia esso un drago o un soffice coniglietto) nasconde al suo interno occhi che osservano da lontano.

Ci sono un osservatore e un osservato, nel mezzo tutti i sentimenti dei giorni più o meno desolati. I kentuki sono sparsi per il mondo, si muovono tra i nostri pensieri, accantonando ogni tipo di distanza, sottolineando tutto ciò che dovremmo allontanare e tutto ciò che invece dovremmo stringere per non lasciarlo andare.

Tutto senza rimpianti, andando fino in fondo, rimanendo ammaliati dalla bellezza di quella neve lontana, capace di ricoprire tutto, su schermo.

Buona lettura
Andrea Pennywise