I giardini di marzo
Si vestono di nuovi colori
E le giovani donne in quel mese
Vivono nuovi amori.

Lucio Battisti lo cantava nel ’72, e anche in questa primavera ritornano alla mente questi
versi.

Ci siamo lasciati con un po’ di melanconia, con i #DuePenny di febbraio che
guardavano a sentimenti delicati, a tante fragilità, ma soprattutto al rapporto con gli altri,
a quei nuovi amori della canzone.

Le due proposte di questo mese ci mettono invece al centro, verso il raggiungimento un
amore quasi egoistico chiuso tra le mura di casa.
In questa quarantena urgono due consigli di lettura per volersi più bene.

Fredrik Sjöberg lo abbiamo conosciuto con la sua passione per le mosche, ci ha
raccontato con ironia della bellezza dei piccoli dettagli.

Con Mamma è matta, papà è ubriaco (sempre edito Iperborea) torna con una storia che mischia il passato, l’arte e la ricerca dell’immortalità.

Tutto inizia da un dipinto del pittore danese Anton Dich, al centro di questo due cugine e una storia familiare intricata fatta di rapporti confusionari, di storie sorprendenti e mistero.

Al centro una voce narrante che guarda però all’IO lettore, a tutte quelle emozioni che andranno prese, afferrate e strappate da queste pagine di ricerca, di indagine.

A marzo si rinasce e Sjöberg guarda oltre, i suoi protagonisti guardano all’eternità.

Per Angolo Cieco di Dorthe Nors (edito Bompiani) non basterebbero dieci penny.

In breve: la Nors è la prima autrice danese ad aver scritto sulla prestigiosa rivista del New Yorker e, con questo romanzo, ha partecipato all’International Man BookerPrize del 2017.

Saranno soprattutto i guidatori a conoscere bene questo angolo cieco, quello che Sonja
durante le sue lezioni di guida cerca sempre di scorgere.

Vede all’istante un difficile rapporto familiare, la solitudine di Copenaghen e tante pagine del miglior gallista svedese ancora da tradurre. Una donna che non sta imparando solo a guidare, sta cercando di capire come percorrere la strada della sua vita schiacciata dal passato che con fatica si trascina in un presente pieno di sfide e solitudine. La Nors costruisce un romanzo crudo tanto quanto la chiamata telefonica diretta a un amore che mai risponderà.

Ci si rialza comunque, a modo nostro riusciamo sempre a farlo.
Cantando con fare boreale (che sicuramente rimpiangeremo a breve) ci aggiorniamo con
Due Penny ancora più primaverili.

Buona lettura
Andrea Pennywise

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